LA PREGHIERA
Ricordo ancora distintamente l'ultima volta che ho pregato. Correva l'anno palindromo 2002 e mi accingevo a trascorrere l'ennesima invernata di fancazzismo felsineo tra buoni propositi destinati a naufragare, concerti e rivolte tifate e mai realizzate. Avevo anche provato a lavorare, pìù per lenire i sensi di colpa e per non restare una sanguisuga parentale che per sentirmi realmente integrato, ma consegnare le pizze a San Lazzaro di Savena in automobile nascondeva delle insidie del tutto inaspettate; il paese era di modeste dimensioni e imparare nomi e ubicazioni delle vie non era certo impresa titanica ma la numerazione civica seguiva regole complesse e indecifrabili, da far impallidire i sistemi di misura britannici. Non avevo poi preso in considerazione il più ovvio dei fenomeni chimico-fisici: non appena caricate le pizze ancora fumanti nel portabagagli, il calore formava uno spesso strato di condensa sui finestrini che, unito alla famigerata nebbia della Bassa, rendeva pressocchè impossibile la visuale. Per non parlare della clientela abituale della pizzeria, composta perlopiù da derelitti, frustrati e potenziali serial killers, tra i quali spiccava l'uomo più brutto del mondo, in assoluto e per distacco.
Fu così che, approfittando della pausa natalizia, feci perdere le mie tracce e ricominciai a vagare nel freddo di Bologna che solidifica il sangue tra portici, mattoni e cieli rossi, imbardato come un rapinatore fuori forma. Fu allora che mi si presentò l'occasione di partire...cinque giorni a Praga,a prezzo stracciato con una compagnia aerea boema dal nome impronunciabile.
Era troppo tempo che non vedevo altro che Lecce e Bologna e percorsi interminabili e sempre uguali, viaggiatori in esilio stipati come vacche da macello su treni della speranza che attraversavano l'Italia per le feste comandate. E poi amavo troppo Praga e la sua gotica ironia per lasciarmi sfuggire l'occasione di tornarci.
Strinsi la cinghia, riuscendo a mettere da parte anche qualcosa per una buona scorta di whiskei (mi attendeva un fiume congelato e un termometro assestato sui -20°) e decisi di partire. Giunse il giorno della partenza e la paura di volare si impadronì di me,tutte le mie ipocondrie emersero dagli abissi dell'inconscio e la mia pelle cominciò a riempirsi di macchie psicosomatiche; l'atmosfera seriosa e rigida dell'aereoporto non faceva che aumentare il disagio e la tensione ma presto cominciai a rilassarmi fantasticando su quale potesse essere il mio aereo tra i modernissimi jet che scorgevo dall'ampia vetrata della sala d'attesa.
Lo speaker annunciò il mio volo, mi alzai di scatto,i nervi tesi di un centometrista e salii sul bus che doveva condurmi all'aereo. Il bus partì e procedeva spedito e sembrava non volersi fermare e mano a mano che avanzava scartando uno dopo l'altro i mezzi fermi sulla pista scorgevo aerei sempre più piccoli, sempre più brutti, sempre più fragili e vecchi. Ma niente era paragonabile a quello che vidi quando finalmente il bus si fermò:un aereo minuscolo, con le alghe arrampicate sul fianco manco fosse una barca e con le pale al posto dei reattori.
Capii il motivo del prezzo così conveniente ma oramai era tardi. Ero sopraffatto dal panico perchè i mulini non sono fatti per volare ma trovai la forza di salire a bordo. Dalla mia postazione ero in grado di vedere entrambe le eliche e subito dopo il decollo mi accorsi con orrore che quella di sinistra girava molto più lentamente rispetto all'altra.
Ero a un passo dal tracollo che sarebbe arrivato di lì a poco...dopo solo mezzora dalla partenza si accesero le spie delle cinture di sicurezza e credevo fosse passato troppo poco tempo perchè potesse iniziare la manovra di atterraggio.
Mi guardai attorno attonito, chiusi gli occhi, piegai la testa in avanti, la strinsi fra le mani e cominciai a pregare, ero troppo giovane per morire,cazzo, e dovevo ancora fare un sacco di cose e conoscere tanta gente e vedere cambiare il mondo e scopare e innamorarmi e pensare,viaggiare,scrivere.................poi atterrammo e mi dimenticai di Dio e delle mie promesse.
POSTILLA
La preghiera è esasperazione dell'io, trionfo di egoismo privo di scrupoli e filtri morali. Non parlo dei salmi codificati, imparati a memoria e ripetuti inerti, parole svuotate di significato come cori da stadio, versi osceni di pecore al pascolo.
Mi riferisco piuttosto al rapporto intimo con la divinità, alla preghiera sussurrata o solo pensata quando ogni cosa soccombe alla paura e non resta altro da fare che appellarsi all'onnipresente, onnipotente, onni-tuttoilresto.
In questo contesto non esiste preghiera che faccia menzione a malati, mutilati di guerra, derelitti e cari estinti.
Dio è figlio dell'uomo e delle sue paure ed è perfettamente funzionale alle sue esigenze salvo poi venire accantonato al rispuntar del sole.


Il Bacio
Sempre le stesse note
ancora le stesse parole
oscillazioni di una testa intorpidita
un gioco perpetuo di vortici
illude e inscena movimento
in questo luogo statico e lontano
dove tutti sanno tutto
un tutto che ritorna al nulla inseguendo la spirale
il sapore delle sue labbra risveglia i miei sensi offuscati
la sua lingua si insinua nella morte tingendola di vita formicolante
la saliva è un’onda schiumosa di nuovi sapori e odori
che riversa tronfia e trionfante i suoi ultimi rantoli
appena prima di scivolare sulla riva
appena in tempo per non invecchiare…
HOLLYWOOD BABYLON
Feat. Mr Jack

Punk wave psychobilly electroclash
Sabato 14/01/06
ISTANBUL CAFè
Giovedì 29 Dicembre
Candle Pub - via Monteroni 33 Lecce - Ingresso Gratuito
Coolclub Presenta
PSYCHO SUN
STUDIODAVOLI
Presentazione disco “Silly Tings” degli PsychoSun
Anteprima live nuovo disco “Studiodavoli”
A seguire DJ Set con Mr Jack
Proiezione Cortometraggio “Fumo” di Ippolito Chiarello
Presentazione Agenda “Salentu 2006”
Presentazione Calendario “Art Brut” di BIGSUR
MONTECARLO
feat Mr jack

Merc 28/12
Wallace Pub - Lecce
Happy Hour fino alle 22:30
HOLLYWOOD BABYLON

Mr Jack + Guest
punk-new wave-rock'n'roll-electroclash

Martedì 27/12
Istanbul Cafè-Squinzano
Ancora una volta mi hanno privato della musica; il mio deposito di mp3 è sprangato, chiuso a doppia mandata, inaccessibile!
Ora, dato che il sottofondo musicale costituisce parte fondamentale dei miei post, ho perso la voglia e l'ispirazione..mi sento come Sansone senza capelli, come Clint Eastwod senza sigarette, come Beethoven senza l'udito (no,questa non calza). Insomma,per farla breve, non parlerò dei Deus o dei Blonde Redhead nè mi addentrerò in elucubrazioni dalle velleità poetiche, mi limiterò a ricordare che stasera sono di nuovo in scena al Planet (stavolta però cercherò di mimetizzarmi, mi sono fatto anche prestare le Todd's da mio cugino).
Vi lascio a Beethoven e al "Chiaro di Luna" rievocati dalle immagini...




Mastro Ridley, accenderemo quest'oggi tale candela , per grazia di Dio, in Inghilterra, quale io confido nessuno potrà spegnere mai"
Un uomo chiamato Latimer disse queste parole a un uomo chiamato Ridley dato che stavano per essere bruciati vivi come eretici, a Oxford, il 16 Ottobre 1555 (Fahrenheit 451)
MARTEDì 29/11
Blonde Redhead

Zenzero Club - Bari
Per info: www.coolclub.it